💗 “The skincare CON”: “La truffa dei prodotti per la cura della pelle”. E io cosa ne penso?! 💗

Il sito online The Outline esattamente un mese fa (il 30 Gennaio 2018) ha pubblicato un articolo nel quale Krithika Varagur, la curatrice dello stesso articolo, ha analizzato un tema che sembra aver catturato anche l’attenzione delle testate online italiane come “Il Post”I prodotti per la pelle sono una truffa?

Le tesi tirate in campo a favore di questa teoria? La dubbiosità di effetti, costo e scopo (le 3 dimensioni più pregnanti in un qualsiasi cosmetico).

Alcuni “abstracts” tratti dall’articolo:

L’articolo si snoda essenzialmente su una sola linea guida: l’essere umano non ha in realtà bisogno di tutti questi prodotti per la propria pelle poichè sarebbe come apportare delle modifiche essenziali ad un organo che in realtà non ne ha bisogno. Infatti come tutti gli organi umani, la pelle ha resistito a milioni di anni di evoluzione senza ricorrere all’aiuto di tinture e balsami (anche se Ovidio ed il suo trattato “I Cosmetici delle Donne” direbbero il contrario) e come mai ora si è sfociati nell’esagerazione ed ogni cosa ci sta sfuggendo di mano, sbagliando ogni cosa? Per la Varagur, l’unica risposta plausibile è che in realtà non lo stiamo facendo. DOBBIAMO immaginare infatti di raffinare altri organi vitali ad esempio polmoni o fegato, con la stessa routine ossessiva che dedichiamo alla nostra pelle.

Non sarebbe salutare secondo le ricerche universitarie e clinico-dermatologiche.

Siamo arrivati quindi ad osannare la ricerca della “SkinCare perfetta” attraverso una vasta scelta di prodotti che continuano a ripresentarsi a noi come in un cerchio senza fine e a considerarla come una scelta che ci dona Potere e Sicurezza. Infatti ha senso per la società, quando il mondo è immerso nel caos, intraprendere una svolta verso il lato più introspettivo della nostra persona. Ma la SkinCare non è introspettiva di per sè: infatti è come guardare dentro se stessi ma fermarsi, LETTERALMENTE, al proprio involucro più esterno.   

A quanto pare al Cuore della “Nuova SkinCare” c’è una violenza chimica. Avete mai sentito parlare di Acidi? Prodotti come: retinolo, esfolianti chimici, ed alfa e beta idrossiacidi, che a quanto pare ogni azienda vuole che diventino i “nostri migliori amici” e della nostra pelle facendoli passare per “very safe” e quindi suoper adatti per il mantenimento ottimale delle condizioni della nostra pelle.

Ma quanto l’uso di acidi può rendere migliore la nostra pelle e farle cambiare “faccia”? Quanto può valerne la pena? Nella fretta infatti di rendere questi prodotti dei veri e propri “mainstream”, l’industria cosmetica ha registrato un numero di segni abbastanza preoccupanti; c’è infatti una nicchia abbastanza ampia di persone che sono state letteralmente bruciate dagli acidi.

Gli esperti infatti sconsigliano questa skincare che che sa tanto di “follia”. “MORE is NOT BETTER”. Infatti spesso gli Americani fanno uso di più prodotti stratificati l’uno sopra l’altro a caso, senza far si che questi si completino a vicenda, senza tener conto dei singoli meccanismi d’azione.

Il risultato?  Effetti non tenuti in conto e molto spiacevoli come irritazione, prurito, rossore e pelle lesa fino agli strati più profondi.

Ad avviso della scrittrice dell’articolo e degli esperti del settore, prima di iniziare con un militante regime di skincare, risulterebbe più utile che si comprenda il perchè se ne vuole uno e sul perchè sembra essere questo investito di un bene intrinseco.  Ma alla fine, come per ogni cosa, sapete cosa accade? Che non è la ricerca della pelle perfetta, tramite i prodotti giusti, quella che ci attrae bensì il regime stesso della cura della pelle. 

E’ vero, chi si affida ad un regime così meticoloso ha una pelle perfetta, ma ciò non vuol dire che imperfezioni non possano nascere sul viso e spesso in questa era l’imperfezione sembra mostrarsi come un  vero e proprio referendum su chi siamo come persona. L’imperfezione, il Brufolo oggi giorno sono un vero e proprio “stigma”, tradiscono infatti un peccato considerato a tratti mortale nel “mondo beauty”: IL NON PRENDERSI CURA DI SE’. 

E’ questo infatti il cerchio della vita in una società immersa nel capitalismo. No? 

Ma dove ci lascia tutto questo, i fanatici della pelle?

“Smettila di volerlo” è una direttiva severa, ma non si può immaginare un’alternativa alla mania attuale per una pelle perfetta. Sempre più spesso il mondo al giorno d’oggi si è trasformato in un organismo in grado di corrompere e rovinare la nostra pelle: acqua tossica, condizioni meteorologiche, stress ambientale e personale.

E la maggior parte della cura della pelle in realtà finisce per essere davvero solo uno spreco di denaro.

-Ma come hanno reagito gli oppositori a questa tesi così innovativa e così critica nei confronti di un mondo alla cui base a mio avviso c’è il migliorare se stessi?!

Citando direttamente le parole di “Il Post” il discorso si infittisce in questo modo:

“Le risposte all’articolo di Varagur su The Outline – su The Cut, su Racked, sull’edizione britannica di Vogue, sull’Huffington Post  (ARTICOLI CHE SE CONOSCETE L’INGLESE VI CONSIGLIO DI LEGGERE PERCHE’ LI RITENGO DAVVERO CHIARIFICATORI E SCRITTI BENE E MIRATI, NONCHE’ BEN ADATTI A DIFENDERE LA TEORIA PRO-SKINCARE) oltre che sui social network – lo hanno criticato per aver sminuito le conoscenze di chi usa i prodotti di cura della pelle con una routine ben studiata e per aver trasmesso l’idea che l’unica ragione per cui una persona (o meglio, una donna) dovrebbe cercare di avere una pelle migliore è il giudizio degli altri. Su Racked Cheryl Wischhover ha controbattuto agli esempi di chi si è danneggiato la pelle usando male i prodotti (A MIO AVVISO PERCHE’ MALE INFORMATI O IGNARI DELLE ATTIVITA’ DI TALI PRODOTTI, ECCO PERCHE’ PRIMA DI AFFIDARSI A QUALSIASI PRODOTTO PER LA PROPRIA CURA BISOGNA AVER RACCOLTO INFORMAZIONI E PONDERATO OGNI PARTE POSSIBILE…C’E’ BISOGNO DI CONSAPEVOLEZZA.) cosmetici dicendo che moltissime altre persone li usano bene e ottengono risultati per loro soddisfacenti. Sia Wischhover che altre giornaliste che hanno scritto la loro opinione sulla questione poi hanno sottolineato l’importanza delle prove aneddotiche: è vero che non ci sono studi scientifici approfonditi sui prodotti per la cura della pelle e sui loro effetti su diversi tipi di persone, ma tantissime persone questi effetti li ottengono…COME SPIEGARE CIO’ QUINDI?!

Una risposta un po’ diversa dalle altre è quella di Sady Doyle, una giornalista che solitamente non si occupa di prodotti cosmetici, sull’Huffington Post. Doyle ha raccontato la sua esperienza di donna con una pelle “normale”, con punti neri e temporanee esplosioni di brufoli, che dopo l’adolescenza aveva rinunciato all’impresa di migliorare la propria pelle ma a un certo punto, per varie circostanze personali, si è trovata a riprovarci, documentandosi, e a ottenere dei risultati positivi. ( E QUANTO MI SONO RISPECCHIATO NELLA SUA ESPERIENZA, DAVVERO! ANCHE A ME E’ SUCCESSA LA STESSA COSA…SI, PERCHE’ MI SONO DOCUMENTATO E HO PORTATO CONSAPEVOLEZZA E CONOSCENZA AL MIO ESSERE)  Secondo Doyle, è vero che esiste una pressione sociale subita dalle donne (MA ANCHE DALL’UOMO) che le invita ad avere una pelle senza imperfezioni, ed è vero che moltissimi prodotti fatti a questo scopo sono eccessivamente costosi, tuttavia c’è un aspetto che Varagur ha trascurato scrivendo il suo articolo: la cura della pelle è anche un hobby. È una forma di divertimento che nasce dal fare ricerca su un certo ambito, fare acquisti (che è un’attività piacevole, non si può negarlo) e poi sottoporsi a trattamenti piacevoli. È un hobby costoso, è vero, ma lo è anche giocare con i videogiochi, collezionare dischi in vinile, orologi o prime edizioni di libri classici, eppure non sono trattati con sufficienza. È una cosa che capita più spesso agli hobby delle donne, perché vengono ancora considerati frivoli.

L’articolo di Doyle finisce con una nota personale:«La storia della mia pelle e del modo in cui me ne prendo cura dovrebbe avere un lieto fine. Dovrei dirvi che ora non ho più una brutta pelle. È vero che non ho più brufoli, ma ho ancora pori dilatati, zampe di gallina e occhiaie; ma ho anche delle scadenze, ricevo messaggi di odio online e una bambina di sette mesi. Non sono diventata magicamente una bella donna, secondo i canoni convenzionali, perché lo scopo della cura della pelle non è quello. Forse per alcune persone questo la rende una truffa.Ma ogni sera mi chiudo in bagno da sola e passo un’ora o due facendo il bagno e cercando di fare qualcosa di buono per la pelle del mio viso. È quell’ora, e non il mio viso, ciò che conta».” 

E questo mie* car* Sparkles ✨ è il succo della questione alla fin fine a mio avviso.

Bisogna essere consapevoli che la pelle perfetta non esiste, ma secondo me che possiamo renderla il “NOSTRO TIPO DI PERFETTO”. La perfezione stessa non esiste, ma la Bellezza sta nell’occhio di chi guarda no? Dovremmo quindi imparare a guardarci con Bellezza, con Ammirazione ed abbracciare ed accogliere i nostri difetti più profondi. Difetti che possono essere imperfezioni, brufoli, pustole, cicatrici, smagliature, cellulite, ma che fanno parte di noi e che dobbiamo accarezzare e non disprezzare e a mio avviso il cosmetico fa questo. Non nasce come una lotta violenta contro i mostri della pelle, bensi come alleato del Benessere e grande sostenitore della NonViolenza. Un fedele alleato contro le avversità che si presentano sulla nostra pelle. 

E, PARLANDO PER ESPERIENZA PERSONALE, HO SEMPRE CONSIDERATO IL COSMETICO COME ELEMENTO IN PIU’. NON MI HA MAI IMPORTATO PIU’ DI TANTO DEL BRUFOLO NATO DA QUALCHE PARTE (ED HO SOFFERTO DI UNA FORMA D’ACNE PER LA QUALE SPESSO VENIVO ANCHE PRESO DI MIRA, QUINDI PENSO DI AVER FATTO LA MIA GAVETTA…NON CREDETE?!  🙈 )  BENSI’ SONO STATO SEMPRE UN SOSTENITORE DELLA PELLE VISTA COME INTERO, QUINDI CI TENGO AD AVERE UNA PELLE CHE NEL SUO COMPLESSO RISULTA SANA E SENZA ROSSORE DIFFUSO, BENSI SALUTARE, RADIOSA ED UNIFORME E CIO’ NON LO FA SOLO IL COSMETICO, CHE E’ UN DI PIU’, MA ANCHE LO STILE DI VITA CHE ADOTTI.

-Bellezza è davvero un termine che per me è sconfinato. Ma se dovessi riassumerlo in un pensiero direi questo:” Non posso che pensare ad una migliore rappresentazione di bellezza, se non ad un qualcuno che non si spaventa ad essere sé stess*” (A DETTA DELLA MAGNIFICA Emma Stone).
E’ davvero come quando ti inchini, ma lo fai davanti ad uno specchio, lo fai a te stess*.
Questo è per me il mondo beauty, è quando ci si incontra e ci si riconosce ognuno nella luce e nella bellezza che si ha dentro il cuore, quella innata, quella che si sta costruendo e quella che ancora scalpita per uscire fuori.
E’ quando trovi la tua crema preferita, quella che ti cambia la vita; quando le tue sopracciglia sono davvero un inno all’amore che hai verso te stess*, quando i pori troppo visibili o ristretti un po’ dal tonico del secolo, non ti spaventano più, anzi ti fanno sorridere perché in fondo ti piaci davvero così.
Quando hai il coraggio di indossare il rossetto che fino ad ora hai evitato perché dalle tonalità che ti provocano spavento. Quando dopo il tuo scrub salva esistenza ti senti rinat* a miglior vita.
E’ l’OMAGGIO che facciamo a Noi Stess* ricordandoci che parte tutto da dentro e che le soluzioni sono, il più delle volte, a portata di mano.

E SI, LA DOYLE, PER FINIRE CI HA PRESO IN PIENO E CREDO ABBIA PARLATO PER TUTT* NOI. NO?!

Spero di non avervi annoiato con questo lungo papiro di parole, ma per me, come sapete, è IMPORTANTE diffondere CONSAPEVOLEZZA.

E voi cosa ne pensate a riguardo Sparkles?! Fatemi sapere il vostro parere e mi farebbe piacere discuterne con voi, per vedere cosa può nascere a riguardo.

Ci tenevo tanto a diffondere il mio pensiero perchè è un articolo che mi ha fatto ragionare tanto e a mio avviso doveva avere la giusta considerazione. E io spero di avergliela data.

Nel frattempo Sparkles, Vi abbraccio e vi auguro di passare una serata di sorrisi e magie, piccole o grandi che siano.

Sempre vostro,

Federico.

 

  

 

 

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